1. Introduzione

Sempre più società scelgono di prevedere, accanto al compenso ordinario, un’indennità di fine mandato (TFM) a favore degli amministratori. Si tratta di una forma di retribuzione differita, che può essere finanziata anche attraverso la stipula di una polizza assicurativa dedicata. Lo strumento presenta interessanti vantaggi fiscali e patrimoniali, sia per la società sia per l’amministratore, e merita quindi particolare attenzione nella pianificazione.

  1. Fondamenti civilistici

A differenza del trattamento di fine rapporto dei dipendenti (disciplinato dall’art. 2120 c.c.), il TFM degli amministratori non trova una specifica regolamentazione nel Codice civile. La sua attribuzione nasce da una libera scelta contrattuale della società e deve essere deliberata dall’assemblea dei soci o prevista dallo statuto.
Rilevano in particolare gli articoli 2364 e 2389 c.c., che attribuiscono all’assemblea il potere di determinare i compensi degli amministratori, salvo diverse previsioni statutarie.

  1. Importanza della data certa

Affinché gli accantonamenti siano deducibili per competenza, è essenziale che il diritto al TFM sia fissato con atto avente data certa anteriore all’inizio del rapporto. Tale condizione può essere soddisfatta attraverso delibera notarile, autenticazione delle firme, notifica all’amministratore o altre modalità idonee. In assenza di tale requisito, la deducibilità potrà avvenire solo al momento del pagamento, secondo il principio di cassa.

  1. Orientamenti interpretativi

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 211/E/2008, ha riconosciuto la deducibilità degli accantonamenti ai sensi dell’art. 105 TUIR, purché vi sia la data certa anteriore. Diversa la posizione di AIDC, che nella Norma di comportamento n. 180/2011 ha sostenuto la deducibilità anche senza tale vincolo, se deliberata correttamente dall’assemblea.

  1. Tassazione per l’amministratore

Al momento dell’incasso, l’indennità di fine mandato può essere sottoposta a:

  • tassazione ordinaria, con cumulo al reddito complessivo;
  • tassazione separata, che consente di applicare un’aliquota media potenzialmente più vantaggiosa, a condizione che il diritto al TFM risulti da atto scritto con data certa anteriore al rapporto.
    In ogni caso, la società eroga l’indennità previa ritenuta d’acconto del 20%.
  1. Polizze assicurative e orientamenti giurisprudenziali

La stipula di una polizza vita per accantonare il TFM non incide sulla disciplina fiscale. La Cassazione ha ribadito che si tratta di una modalità di accantonamento, non di un investimento finanziario, e che la deducibilità segue le stesse regole previste per gli altri accantonamenti a fondi TFM.
Le polizze TFM offrono inoltre ulteriori vantaggi: le somme sono impignorabili e insequestrabili, assicurando maggiore tutela patrimoniale.

  1. Conclusioni

Il TFM, se correttamente deliberato e sostenuto da idonea documentazione, rappresenta una leva fiscale e retributiva efficace per le società di capitali. La polizza assicurativa costituisce una soluzione pratica e sicura per garantire il pagamento dell’indennità, offrendo al contempo vantaggi di protezione patrimoniale e di deducibilità fiscale. La corretta impostazione iniziale – soprattutto in relazione alla data certa anteriore – è la chiave per sfruttarne appieno le potenzialità.

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