La stagione delle dichiarazioni dei redditi è tornata. Il modello 730/2026 è lo strumento attraverso cui lavoratori dipendenti e pensionati dichiarano i redditi percepiti nel 2025, e quest’anno porta con sé importanti novità normative che riguardano le aliquote IRPEF, le detrazioni per i familiari a carico e il cuneo fiscale. Vediamo insieme chi deve presentarlo, quando e come farlo senza commettere errori.
Chi può utilizzare il modello 730
Il modello 730 è riservato a specifiche categorie di contribuenti. Possono presentarlo coloro che nel 2025 hanno percepito:
- redditi di lavoro dipendente e assimilati;
- redditi di pensione;
- redditi derivanti da terreni e fabbricati;
- compensi da lavoro autonomo occasionale;
- redditi diversi e di capitale, incluse plusvalenze finanziarie e da cripto-attività.
Sono invece esclusi i titolari di partita IVA, i soggetti con redditi d’impresa e i contribuenti non residenti in Italia, che devono utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche. Va ricordato che anche chi non è obbligato può presentare il 730 per recuperare eventuali crediti o detrazioni.
Le scadenze da segnare in calendario
Le date fondamentali per il 730/2026:
- Dal 30 aprile 2026: disponibilità del modello precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
- Entro il 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio della dichiarazione;
- Da luglio a novembre: effettuazione dei conguagli in busta paga o sulla pensione;
- Entro il 25 ottobre 2026: possibilità di presentare il modello integrativo per correggere errori.
Il modello precompilato: utile ma non infallibile
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una bozza già predisposta sulla base dei dati in suo possesso: Certificazione Unica, spese sanitarie, interessi su mutui, premi assicurativi, spese scolastiche e universitarie, dati su bonus e agevolazioni. L’accettazione senza modifiche consente di beneficiare di una riduzione dei controlli documentali.
È tuttavia sempre opportuno verificare attentamente la correttezza dei dati inseriti. La precompilata non include necessariamente tutte le spese sostenute, e potrebbero mancare detrazioni importanti che spettano di diritto. Accettare la bozza senza controllo significa, di fatto, rinunciare a eventuali rimborsi.
Le principali novità del 730/2026
Il modello recepisce diverse modifiche normative introdotte di recente. Ecco le più rilevanti:
- Nuovi scaglioni IRPEF (strutturali): 23% fino a 28.000 euro; 35% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro;
- Detrazioni per familiari a carico più restrittive: riconosciute solo per figli tra 21 e 29 anni; oltre i 30 anni solo in presenza di disabilità;
- Riduzione detrazioni per redditi elevati: per redditi superiori a 75.000 euro è prevista una riduzione progressiva, calcolata anche in base al nucleo familiare;
- Interventi sul cuneo fiscale: somme esenti per redditi bassi e detrazioni aggiuntive per redditi medio-bassi con riduzione progressiva fino a 40.000 euro;
- Modifiche ai bonus edilizi: riduzione delle aliquote superbonus, nuove percentuali per ristrutturazioni ed ecobonus, riduzione del limite del bonus mobili.
Documentazione necessaria per la compilazione
Per una corretta compilazione è fondamentale raccogliere con anticipo:
- Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico;
- spese sanitarie e farmaceutiche documentate;
- documentazione relativa a lavori edilizi e bonus casa;
- versamenti previdenziali e premi assicurativi;
- spese scolastiche e universitarie;
- dati catastali degli immobili ed eventuali redditi esteri.
Gli errori più frequenti da evitare
Ecco le sviste che si ripetono con maggiore frequenza e che possono portare a sanzioni o perdita di rimborsi:
- omissione dei redditi da locazione, anche occasionale;
- mancata indicazione di compensi da lavoro autonomo occasionale;
- errata gestione dei familiari a carico, soprattutto alla luce delle novità 2026;
- inserimento di spese non detraibili o non documentate correttamente;
- mancata indicazione degli acconti versati autonomamente.
Considerazioni conclusive
Il modello 730/2026 si presenta come uno strumento sempre più articolato, influenzato da numerose modifiche normative che richiedono attenzione e aggiornamento costante. Affidarsi a un professionista non è solo una questione di comodità: è una garanzia di correttezza formale e sostanziale, che consente di sfruttare al meglio le opportunità fiscali disponibili e di evitare contestazioni future.





