Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore l’obbligo di collegamento tra i terminali POS e i registratori telematici. Una novità che tocca da vicino tutti gli esercenti che certificano i corrispettivi elettronicamente e incassano tramite pagamento digitale. L’obiettivo della norma è garantire una piena tracciabilità tra l’incasso elettronico e l’emissione del documento commerciale, rafforzando i controlli dell’Amministrazione finanziaria. Ecco cosa c’è da sapere.
La norma e la sua finalità
L’obbligo è stato introdotto mediante modifica dell’art. 2, comma 3, del D.Lgs. n. 127/2015, ad opera della Legge di Bilancio 2025. Le modalità operative sono state definite dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 31 ottobre 2025, con ulteriori chiarimenti forniti tramite guida operativa e FAQ aggiornate nel 2026.
Il collegamento non è di tipo fisico tra i due dispositivi: si tratta di una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi”, che mette in relazione ogni strumento di pagamento elettronico con il registratore telematico dell’esercente.
Chi è obbligato al collegamento
Sono tenuti all’obbligo tutti i soggetti che:
- effettuano operazioni verso consumatori finali (art. 22 del D.P.R. n. 633/1972);
- certificano i corrispettivi tramite registratore telematico o procedura web;
- incassano mediante strumenti di pagamento elettronico (POS fisici o virtuali).
Sono invece esclusi dall’obbligo i distributori automatici, le cessioni di carburanti, le ricariche per veicoli elettrici e i soggetti che certificano esclusivamente mediante fattura elettronica.
Come si effettua il collegamento
L’adempimento va eseguito accedendo all’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” tramite credenziali SPID, CIE o CNS. All’interno della sezione “Gestione collegamenti”, l’operatore deve:
- individuare la matricola del registratore telematico;
- selezionare gli strumenti di pagamento elettronico associati;
- indicare i dati identificativi dell’acquirer (banca o istituto di pagamento);
- specificare l’indirizzo dell’unità locale dove si utilizza il POS.
È prevista anche la possibilità di effettuare comunicazioni massive tramite file strutturati, utile per le imprese con più punti vendita. La normativa consente flessibilità nella gestione: un POS può essere associato a più registratori telematici e viceversa (relazione “molti a molti”).
Tempistiche e fase transitoria
Le scadenze variano a seconda della situazione dell’esercente:
- Fase transitoria (POS già attivi a gennaio 2026): il collegamento deve essere effettuato entro 45 giorni dalla disponibilità della procedura informatica;
- Regime ordinario (nuovi POS o variazioni): la comunicazione deve essere effettuata a partire dal 6° giorno del secondo mese successivo, entro l’ultimo giorno lavorativo del medesimo mese.
Aspetti pratici e casi particolari
Alcuni chiarimenti operativi forniti dall’Agenzia delle Entrate meritano attenzione:
- Ritardo tra incasso e scontrino: non è richiesta una perfetta coincidenza temporale, ma coerenza tra incasso e documento, con corretta indicazione del metodo di pagamento e dell’importo;
- Attività svolte presso il cliente: i POS utilizzati fuori sede devono essere collegati al registratore telematico della sede dell’impresa;
- Utilizzo promiscuo del POS: se un POS viene usato sia per operazioni soggette a scontrino che per operazioni esonerate, il collegamento è comunque obbligatorio.
Considerazioni conclusive
Il collegamento tra POS e registratori telematici rappresenta un ulteriore passo avanti nel processo di digitalizzazione del sistema fiscale italiano. La corretta implementazione dell’adempimento è fondamentale per evitare sanzioni e contestazioni, soprattutto nella fase di prima applicazione dove i margini di errore sono più frequenti.
Se gestisci un’attività commerciale e hai dubbi sulle modalità operative, sulle scadenze o sulle casistiche particolari, il nostro studio è a tua disposizione per guidarti in ogni fase dell’adempimento.





