Il processo di riforma dei tributi indiretti introduce una novità di rilievo nella disciplina dell’imposta di successione: il passaggio dal sistema di liquidazione da parte dell’Amministrazione finanziaria al meccanismo di autoliquidazione da parte dei contribuenti.
La modifica è contenuta nel nuovo Testo unico dell’imposta di registro e degli altri tributi indiretti e interviene direttamente sul D.Lgs. n. 346/1990 (TUS), segnando un cambio di impostazione significativo rispetto al passato.

Superamento della liquidazione d’ufficio

Nel sistema previgente, l’imposta di successione veniva determinata dall’Ufficio, che emetteva un avviso di liquidazione indicando l’importo dovuto sulla base dei dati dichiarati.
Con la riforma, questo modello viene superato: l’imposta deve essere calcolata e versata direttamente dai soggetti obbligati, contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione. L’Amministrazione finanziaria assume quindi un ruolo di controllo successivo, non più di determinazione preventiva.

Modifica dell’art. 27 del TUS

Il nuovo assetto trova fondamento nella riscrittura dell’art. 27 del Testo unico successioni. (https://miolegale.it/norme/dlgs-346-1990-testo-unico-imposta-successioni/)
In particolare, viene introdotto il comma 2-bis, che affida agli uffici il compito di verificare la correttezza dell’autoliquidazione effettuata dal contribuente, secondo le modalità previste dalle norme sui controlli formali e sostanziali.
Viene inoltre ridefinito il concetto di imposta principale, che ricomprende sia l’imposta autoliquidata dal contribuente sia quella eventualmente ricalcolata dall’Ufficio a seguito dei controlli.

Termini di presentazione invariati

La riforma non incide sui termini di presentazione della dichiarazione di successione, che restano fissati in 12 mesi dalla data di apertura della successione.
Lo stesso termine si applica anche a:

  • trustee, dalla data in cui hanno avuto notizia legale della nomina;
  • rappresentanti legali degli eredi o legatari;
  • curatori di eredità giacenti;
  • esecutori testamentari.

La continuità dei termini consente di mantenere invariato il calendario degli adempimenti, pur in presenza di un diverso meccanismo di liquidazione.

Rafforzamento dei controlli

Il passaggio all’autoliquidazione è accompagnato da una revisione degli artt. 32 e 33 del TUS, relativi ai controlli sulle dichiarazioni.
Gli uffici sono ora chiamati a verificare:

  • la regolarità formale della dichiarazione;
  • la correttezza del calcolo dell’imposta autoliquidata;
  • la coerenza tra i versamenti effettuati e i dati dichiarati.

I controlli possono essere svolti anche mediante procedure automatizzate, in linea con il processo di digitalizzazione dell’amministrazione tributaria.

Avviso di liquidazione e sanzioni

Qualora emerga una maggiore imposta dovuta, l’Ufficio notifica un apposito avviso di liquidazione entro due anni dalla presentazione della dichiarazione.
L’avviso indica le correzioni apportate e invita il contribuente a versare:

  • l’imposta integrativa;
  • una sanzione amministrativa pari al 25% dell’importo non versato;
  • gli interessi calcolati secondo i criteri generali.

Se il pagamento avviene entro 60 giorni dalla notifica, la sanzione è ridotta a un terzo. Viene inoltre eliminata la precedente misura fissa degli interessi, sostituita dal sistema ordinario.

Impatti operativi per contribuenti e professionisti

L’autoliquidazione comporta un aumento della responsabilità in capo agli eredi e ai professionisti incaricati. Il corretto calcolo dell’imposta richiede un’attenta valutazione:

  • delle franchigie e delle aliquote applicabili;
  • della corretta determinazione dell’attivo ereditario;
  • delle agevolazioni spettanti, come quelle “prima casa”.

Errori di calcolo possono tradursi in sanzioni e interessi, rendendo essenziale un approccio accurato e documentato.

Conclusioni

L’introduzione dell’autoliquidazione dell’imposta di successione rappresenta un cambiamento strutturale nel rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria. Il nuovo sistema mira a semplificare e velocizzare le procedure, ma richiede maggiore attenzione nella fase di compilazione e versamento.
In questo contesto, la corretta gestione della dichiarazione di successione assume un ruolo centrale per evitare contestazioni e oneri aggiuntivi.

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