Il 2025 rappresenta un anno di svolta per il mondo delle professioni ordinistiche. Dopo oltre dieci anni dall’ultima revisione organica, il Governo ha avviato una riforma complessiva delle professioni, con una serie di disegni di legge delega che interessano circa 1,6 milioni di professionisti italiani. L’intervento normativo intende aggiornare regole, diritti e doveri, tenendo conto delle trasformazioni economiche e sociali degli ultimi anni.

  1. Normativa di riferimento

La riforma trae origine da quattro distinti disegni di legge delega, presentati dal Governo nel corso del 2025, che si affiancano a interventi correttivi già varati in passato. In particolare, le modifiche toccano:

  • il D.Lgs. 139/2005, per la professione di dottore commercialista ed esperto contabile;
  • la Legge n. 247/2012, relativa all’ordinamento forense;
  • le norme sul sistema delle professioni sanitarie, già oggetto di interventi emergenziali nel periodo pandemico.
    L’obiettivo dichiarato è di uniformare i principi di autonomia, responsabilità e tutela del cittadino-cliente, rafforzando al contempo la trasparenza e l’accesso alle professioni.
  1. Novità per i commercialisti

Per i commercialisti e gli esperti contabili, la riforma introduce alcune innovazioni di rilievo:

  • tirocinio retribuito con contributo a carico dello studio o dell’ente ospitante;
  • riduzione delle incompatibilità professionali, per consentire maggiori possibilità di esercizio in forma associata;
  • nuove regole elettorali per gli Ordini territoriali, al fine di garantire più partecipazione e rappresentanza.
    L’intento è di rendere la professione più attrattiva per i giovani e di allineare l’Italia agli standard europei in termini di accesso e formazione.
  1. Novità per gli avvocati

Per l’ordinamento forense, le novità riguardano soprattutto la possibilità di esercitare la professione in forma più flessibile:

  • riconoscimento delle reti professionali e delle società multidisciplinari, che consentiranno la collaborazione tra avvocati e altri professionisti;
  • aggiornamento delle regole in materia di pubblicità e informazione professionale;
  • revisione del sistema disciplinare, con maggiore attenzione alla tutela del cliente e alla rapidità dei procedimenti.
  1. Novità per le professioni sanitarie

Sul fronte delle professioni sanitarie, la riforma interviene per colmare alcune lacune emerse durante l’emergenza Covid-19:

  • reintroduzione dello scudo penale per i medici e gli operatori sanitari, limitatamente alle attività svolte in contesti emergenziali;
  • rafforzamento delle regole in materia di formazione continua obbligatoria;
  • aggiornamento dei percorsi di carriera e delle modalità di iscrizione agli albi.
    Si tratta di misure volte a bilanciare la tutela del paziente con la necessità di proteggere i professionisti da un eccessivo contenzioso giudiziario.

professioni sanitarie

  1. Criticità e dibattito

La riforma ha suscitato un acceso dibattito tra le categorie professionali. Da un lato, vi è apprezzamento per il riconoscimento di maggiori diritti e per le nuove opportunità di collaborazione. Dall’altro, alcune categorie lamentano la mancanza di un confronto ampio e tempi troppo rapidi per l’attuazione dei decreti delegati.
In particolare, i commercialisti chiedono ulteriori chiarimenti sulle incompatibilità, mentre gli avvocati temono un’eccessiva apertura alle forme societarie che potrebbero snaturare l’indipendenza della professione.

  1. Conclusioni

La riforma delle professioni del 2025 segna l’avvio di una fase di profondo cambiamento per avvocati, commercialisti e professionisti sanitari. Se da un lato le novità promettono maggiore modernità e flessibilità, dall’altro sarà fondamentale un’attenta applicazione pratica, capace di coniugare tutela dell’interesse pubblico e sostenibilità per gli ordini professionali. Le prossime fasi di attuazione e i decreti delegati saranno decisivi per definire l’impatto reale della riforma sull’attività quotidiana dei professionisti.

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