La Legge di Bilancio 2026, approvata in via definitiva il 30 dicembre 2025 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, introduce un intervento selettivo sull’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). La manovra si inserisce in un contesto di finanza pubblica vincolato dalle regole europee e punta ad alleggerire il carico fiscale sul lavoro, senza modificare radicalmente la struttura dell’imposta.

Riduzione dell’aliquota IRPEF sullo scaglione centrale

La principale novità riguarda la seconda aliquota IRPEF (https://www.cafacli.it/it/notizie-fisco/manovra-2026-lirpef-cambia-ancora-via-al-nuovo-ise_2310_idnews/), applicabile ai redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.
A decorrere dal 1° gennaio 2026, l’aliquota viene ridotta dal 35% al 33%, determinando un beneficio fiscale diretto per una platea ampia di contribuenti, in particolare lavoratori dipendenti e pensionati con redditi medio-alti.

Restano invece invariati:

  • l’aliquota del 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • l’aliquota del 43% per i redditi superiori a 50.000 euro.

La scelta del legislatore è quella di concentrare la riduzione sullo scaglione centrale, evitando interventi generalizzati sugli scaglioni estremi.

Rimodulazione delle detrazioni per i redditi elevati

Il taglio dell’aliquota è accompagnato da una riduzione selettiva delle detrazioni per i contribuenti con redditi complessivi superiori a 200.000 euro.
La manovra prevede, infatti, una rimodulazione di alcune spese detraibili, con l’obiettivo di contenere l’effetto redistributivo della riduzione IRPEF e mantenere l’equilibrio complessivo del sistema.

IRPEF 2026_2

Imposte sostitutive agevolate per il lavoro dipendente

Accanto all’intervento sull’IRPEF ordinaria, la Legge di Bilancio 2026 introduce e proroga una serie di misure di tassazione sostitutiva agevolata rivolte ai lavoratori dipendenti del settore privato. In particolare:

  • è prevista un’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali del periodo 2024–2026, entro determinati limiti di reddito;
  • per il biennio 2026–2027 viene introdotta un’aliquota dell’1% sui premi di risultato e sulla partecipazione agli utili, fino a un importo massimo di 5.000 euro;
  • per il solo 2025 è prevista un’imposta sostitutiva del 15% su straordinari notturni, festivi e indennità di turno, entro il limite di 1.500 euro.

Tali misure si affiancano all’IRPEF ordinaria e incidono direttamente sulla tassazione del reddito da lavoro.

Effetti complessivi sul carico fiscale

L’intervento sull’IRPEF 2026 non deve essere valutato isolatamente, ma nel quadro complessivo della manovra. La combinazione tra riduzione dell’aliquota centrale, imposte sostitutive agevolate e rimodulazione delle detrazioni produce un alleggerimento mirato del prelievo fiscale sul lavoro, senza una riduzione generalizzata delle entrate.

Conclusioni

La disciplina IRPEF introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 conferma l’impostazione selettiva del legislatore. La riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% sullo scaglione 28.000–50.000 euro rappresenta un intervento significativo, soprattutto per i redditi medi, mentre le misure sostitutive sul lavoro rafforzano la convenienza della crescita salariale.
Per contribuenti e professionisti risulta fondamentale valutare l’impatto complessivo delle nuove disposizioni, tenendo conto del coordinamento tra IRPEF ordinaria, detrazioni e tassazione agevolata.

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