Il Terzo Settore rappresenta uno degli ambiti più dinamici e rilevanti dell’ordinamento italiano, caratterizzato da una pluralità di enti e associazioni che operano senza scopo di lucro, perseguendo finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Con l’adozione del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), il legislatore ha inteso razionalizzare e riordinare la normativa, creando un quadro unitario a cui gli enti devono fare riferimento.
Normativa di riferimento
Il principale punto di riferimento è il D.Lgs. 117/2017, integrato successivamente dal D.Lgs. 105/2018 e da numerosi decreti attuativi.
Il Codice disciplina in maniera organica:
- la definizione e i principi generali degli enti del Terzo Settore;
- gli obblighi statutari e contabili;
- i regimi fiscali agevolati;
- le modalità di iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
Si tratta di una riforma di ampio respiro, che ha segnato un punto di svolta rispetto al passato, sostituendo e coordinando normative frammentarie.
Quali sono gli enti del Terzo Settore
Rientrano tra gli enti del Terzo Settore:
- organizzazioni di volontariato (OdV);
- associazioni di promozione sociale (APS);
- enti filantropici;
- imprese sociali, incluse le cooperative sociali;
- reti associative;
- società di mutuo soccorso;
- fondazioni e altre associazioni private senza scopo di lucro.
Sono invece esclusi, salvo particolari eccezioni, partiti politici, sindacati, associazioni professionali e di categoria, nonché le amministrazioni pubbliche.
Finalità e principi
Il Codice del Terzo Settore riconosce il valore sociale dell’associazionismo e promuove la cultura del dono, della solidarietà e della cittadinanza attiva. Gli enti perseguono finalità di utilità sociale attraverso attività quali:
- assistenza e inclusione sociale;
- educazione e formazione;
- tutela dell’ambiente;
- promozione culturale e sportiva;
- cooperazione internazionale.
Il principio guida è quello di favorire la partecipazione dei cittadini, rafforzando la coesione sociale e creando nuove opportunità di crescita e occupazione.
Adempimenti e iscrizione al RUNTS
Per accedere ai benefici previsti dalla normativa, gli enti devono iscriversi al RUNTS, istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’iscrizione comporta:
- adeguamento dello statuto ai requisiti di legge;
- tenuta di scritture contabili semplificate o ordinarie, in base alle dimensioni dell’ente;
- redazione e deposito del bilancio di esercizio o del bilancio sociale, se previsto.
L’iscrizione al RUNTS è condizione indispensabile per fruire dei regimi fiscali agevolati e per accedere ai finanziamenti pubblici.
Esempio pratico
Un’associazione culturale che organizza eventi e corsi formativi decide di iscriversi al RUNTS come APS. Per farlo, deve modificare il proprio statuto, prevedendo finalità civiche e solidaristiche, e presentare domanda online. Una volta iscritta, l’associazione potrà beneficiare delle agevolazioni fiscali e partecipare a bandi di finanziamento pubblici.
Vantaggi e criticità
L’appartenenza al Terzo Settore e l’iscrizione al RUNTS offrono vantaggi concreti: accesso a contributi pubblici, regimi fiscali più favorevoli e maggiore trasparenza nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Tuttavia, gli enti devono affrontare anche criticità, come la complessità burocratica e la necessità di adeguare gli statuti alle nuove regole, con conseguenti costi e adempimenti amministrativi.
Conclusioni
Il Terzo Settore costituisce oggi un pilastro fondamentale per la coesione sociale e lo sviluppo del Paese. Conoscere le regole e gli adempimenti richiesti dal Codice è essenziale per tutte le realtà associative che intendono operare nel rispetto della legge, accedendo ai benefici previsti. La sfida dei prossimi anni sarà quella di conciliare la spinta solidaristica con una gestione sempre più professionale e trasparente.



